Giosy Cento. Serata annullata.

Il concerto previsto per questa sera è stato annullato a causa delle condizioni climatiche avverse. Il concerto doveva tenersi nell’area antistante l’ex convento, quindi all’aperto, ma la pioggia ha reso impossibile l’esibizione e le attese di tanti fans del cantautore.
Probabilmente la serata verrà riproposta.
Con l’occasione cerchiamo di conoscere questo “cantore di Dio”, tanto seguito dai giovani e già conosciuto dai nostri perchè già venuto nel nostro paese.

 

 

 

 

 

 

 

 

Giosy Cento, cantautore noto in Italia e all’estero, ha valorizzato la canzone come strumento di dialogo con i giovani. Per lui cantare i valori umani e la vita con sensibilità, lo fa sentire vicino alla gente e soprattutto ai giovani.

Le sue canzoni sono spesso utilizzate nella catechesi, nella liturgia, nelle attività di animazione dei gruppi giovanili. Il suo pubblico privilegiato sono i giovani ai quali non solo dedica canzoni ma attenzione, tempo, energie: ai giovani Giosy racconta con semplicità e forza la sua vocazione: insieme ad essi affronta i laceranti temi del nostro tempo che li coinvolgono e li disorientano, e nelle sue canzoni dà voce alla loro esperienza e alla loro ricerca dei valori essenziali che danno senso alla vita.

Riportiamo  le affermazioni di Don Giosy in una intervista: ” Mi piace sentirmi chiamare “il prete che canta”,soprattutto prete per tutti coloro che non hanno più bisogno di un uomo interessante, di un uomo che parla o canta. Prete per chi, in fondo, cerca risposte eterne all’eterno interrogarsi del cammino umano. La canzone, spesso, diventa esame di coscienza e il dopo spettacolo il confessionale. La stretta di mano, il “sei forte”, il “grazie”, il “ti voglio bene”, una lacrima, un abbraccio è il nuovo-solito Vangelo di Gesù, fattosi canzone di felicità bimillenaria. Ora mi stancano i viaggi, ma non il cantare, non gli occhi limpidi dei ragazzi, non i loro silenzi e i loro ritmi delle mani, i loro entusiasmi che ti lasciano senza respiro. Dietro e dentro i sabato sera, dietro e dentro fumo, alcool, aids, sesso e moda ci sono giovani veri, in ricerca. Ne ho incontrati, ne incontro e spero di incontrarne molti ancora. Increduli, di fronte a un prete che canta, si guardano e sembrano dirsi. “Ma questo che vuole?” oppure: “Ma questo che sa?” oppure: “Ma tu, ce l’hai con me?”. Toccàti, improvvisamente, dell’altra faccia e dall’altra voce di Dio, fattosi musica per loro, fattosi sensazione corrispondente al problema: Dio che rivela l’identità profonda e nuda di ogni persona”. Nella sua più che ventennale carriera ha tenuto oltre 1500 concerti. Ha composto oltre 700 canzoni (le più note sono pubblicate in Giosy Cento, Prendimi per mano Dio mio, Edizioni Paoline, Roma 1993), molte delle quali tradotte in diverse lingue europee ed extraeuropee.

 



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