Maria SS.ma del Sudore

22-03-2019-mds-ripa-98

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL SUDORE

Vergine Santissima, Madre nostra Maria, fiduciosi a Te ricorriamo nel momento della prova, certi del tuo aiuto e di quel sostegno che, come madre, non puoi negare ai figli che ti sono stati affidati sotto la Croce da Colui che ti ha creata e che tu hai generato: Gesù Cristo, Figlio di Dio. Certo, non dovremmo importunare chi abbiamo offeso, abbandonato e ferito nel momento stesso in cui ci donava il segno più grande dell’amore di Dio per l’uomo. Ma come non ricorrere a Colei che, proprio per questo suo eroismo vissuto in solitudine, è chiamata Madre del vero amore e della misericordia? Quanti si sono provati a darci conforto e sicurezza! Ma tutti ci hanno lasciato con povere illusioni terrene e senza quella gioia necessaria che dà vigore alla vita. Ora, Madre cara, guarda questi tuoi figli che gemono a causa dell’odio, della violenza, dell’ingiustizia e della contrarietà ai valori più sacri della vita e della pace. Tu, esperta del dolore e della sofferenza, indicaci la via della perseveranza nella prova, della fiducia nello scon­forto e della vera conversione. Tu, partecipe della passione del Figlio Gesù, non ab­bandonarci nell’ora della prova. Tu, accompagnatrice e sostenitrice della prima comuni­tà dei credenti, non smettere di assistere la Chiesa nella sua missione di evangelizzatrice dell’umanità. Tu, che in questo nostro paese ti sei manifestata mira­colosamente ancora sofferente per le tante offese arrecate al Tuo figlio Gesù dall’indifferenza e dall’incoscienza degli uomini, tocca il nostro cuore e rendilo, ti suppli­chiamo, capace di intendere a pieno il messaggio d’amore e di conversione che oggi più che mai ritieni urgente per sperare in un mondo più ricco di pace, di giustizia e d’amore. Noi solo questo chiediamo e solo per questo continue­remo ad invocarti e chiamarti nostra vera Madre.

NOTIZIE STORICHE La Sacra Immagine risalente al XV-? sec. è attribuita al pittore Antonio Solario. detto ‘Lo Zingaro’. Nel suo intento principale il pittore vuole raffigurare il privilegio della Madonna nella quale si trovano associate la Verginità e la Maternità, dogma definito dal Concilio Ecumenico di Efeso nel 431. La Vergine è seduta in trono con il Bambino nudo, seduto sulle sue ginocchia materne, nell’atto di protendersi tra le braccia di S. Giustino. Il Santo in paramenti episcopali si presenta già pronto e felice di accoglierlo a sè. A sinistra della Vergine si trovano in piedi due Santi martiri in atto di ammirazione e di preghiera. Quello sul lato esterno, molto giovane, si riconosce bene per S. Vito, dal cagnolino che trattiene nella mano destra. L’altro Santo, dai lineamenti di una persona matura, è invece S. Tommaso Apostolo, anche lui con S. Giustino titolare della Cattedrale di Chieti. Dapprima questa immagine fu conosciuta sotto il titolo di S. Maria d’Alento a motivo del tempietto che intorno al 1000 fu eretto presso il fiume omonimo. Il 19 settembre 1685, in seguito a forti piogge, detto tempietto cominciò a crollare e due giovani coniugi Vincenzo Valente e Lucrezia Ambrosini riuscirono a mettere in salvo il venerato simulacro trasportandolo in paese dove fu affidato alla custodia del nobile Don Antonio Briganti. La sera del Lunedì Santo, il 22 marzo 1728, mentre nella Chiesa parrocchiale di S. Pietro Apostolo si svolgeva la solenne funzione de ‘Le Quarantore’, fu udita una voce di donna, la quale avvisava che nell’attiguo palazzo Briganti, l’Immagine di Maria SS. sudava sangue dalla fronte. I sacerdoti e il popolo, accorsi sul luogo del miracolo, poterono constatare la veridicità del fatto e si prostrarono, in segno di venerazione, dinanzi alla miracolosa Immagine. La tela prese il nuovo titolo di Maria SS. del Sudore e fu trasferita nella Chiesa parrocchiale. Pio IX nel 1852 dichiarò l’altare dedicato alla stessa SS. Vergine: “Privilegiato indulgenziato quotidiano perpetuo”. Le due festività del 22 marzo e della IV domenica di Settembre ricordano rispettivamente la sudorazione di sangue e la traslazione della Sacra Immagine   in paese. Sua E. Rev.ma Mons. Monterisi, Arcivescovo di Chieti, la incoronò solennemente il 23 settembre 1928. La tela, per le gravissime condizioni di degrado, ha subito un accurato restauro ed è stata riconsegnata al culto nel 1991.

 



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